
Ancora una volta attraverso le alpi
A distanza di oltre 15 anni, Lindab attraversa nuovamente le Alpi, partecipando all’apertura del secondo tunnel del Fréjus: una delle infrastrutture più strategiche del panorama nazionale recente.
Il primo tunnel nel 2005
Costruito nel 1980, il tunnel del Fréjus è oggi una delle principali arterie per il traffico pesante attraverso le Alpi settentrionali. In seguito all’incendio del Monte Bianco nel 1999 e all’introduzione della direttiva europea sulla sicurezza delle gallerie nel 2004, Lindab è stata chiamata a mettere in campo il proprio know-how per sviluppare un sistema di canalizzazione per un tunnel di 8 km.
Il progetto è stato completato nell’aprile 2005.
La seconda sfida sulle alpi nel 2020
A oltre 15 anni di distanza, Lindab è tornata ad attraversare le Alpi con la realizzazione del nuovo tunnel del Fréjus, aperto al traffico nel 2022. Il coinvolgimento dell’azienda ha avuto inizio già nel 2018, grazie a una stretta collaborazione tra il reparto R&D, Lindab France e Lindab Italy. Nel corso di tre anni sono stati sviluppati e testati diversi concept progettuali, fino alla definizione di una soluzione tecnica affidabile e performante, interamente prodotta nei propri stabilimenti. Il progetto si è concluso con successo, contribuendo alla realizzazione di una delle infrastrutture più rilevanti degli ultimi anni.
Prestazioni certificate in condizioni estreme
Considerati i requisiti particolarmente stringenti richiesti per il sistema di canalizzazione dell’aria, Lindab ha verificato la capacità dei sistemi Safe e SafeClick di garantire le prestazioni richieste, mantenendo la classe di tenuta D anche a pressioni elevate (6500 Pa). I test sono stati inizialmente condotti presso i laboratori Grieve e successivamente replicati nello stabilimento produttivo di Torino. In questo contesto sono state effettuate prove su sistemi di grande dimensione, confermando il mantenimento della classe D fino a +7000 Pa. A completamento del processo, è stato organizzato un test dimostrativo presso lo stabilimento di Torino, alla presenza della direzione lavori, del progettista e del cliente finale, validando sul campo le prestazioni del sistema.
Engineering avanzato per la compensazione delle dilatazioni termiche
Uno degli aspetti più critici del progetto ha riguardato la gestione delle dilatazioni termiche di circa 13 km di condotte, in presenza di un ΔT di progetto pari a 20 °C, sia nei tratti rettilinei sia lungo i percorsi curvilinei.
Per i tratti rettilinei è stata sviluppata una soluzione tecnica dedicata finalizzata a garantire il corretto assorbimento delle dilatazioni lineari. In particolare, è stato progettato un speciale manicotto di tipo SNPU in grado di consentire lo scorrimento controllato del condotto all’interno del giunto, mantenendo al contempo la continuità meccanica e funzionale con il resto del sistema. Per quanto riguarda i tracciati curvi si è optato per soluzioni specifiche basate su manicotti di tipologia NPU, anch’essi customizzati. Questi componenti hanno permesso un limitato scorrimento relativo del condotto rispetto al collegamento — dell’ordine del millimetro — sufficiente ad assorbire le dilatazioni locali e le variazioni geometriche, garantendo al contempo l’integrità del sistema e la tenuta delle connessioni.
Quando la logistica diventa strategica
Il contesto alpino e lo spazio limitato all’interno del tunnel hanno reso la logistica un elemento chiave per il successo del progetto. La gestione efficiente delle forniture e delle movimentazioni in cantiere è stata infatti fondamentale per garantire continuità operativa e rispetto delle tempistiche.
I materiali Lindab, inclusi i condotti e gli accessori della gamma Safe, venivano consegnati con cadenza regolare, con almeno un camion a settimana direttamente in cantiere. Una volta in loco, la distribuzione all’interno del tunnel richiedeva soluzioni rapide e flessibili: per questo, la squadra operativa si è avvalsa anche di mezzi leggeri come quad, ideali per muoversi agilmente negli spazi ristretti e nelle condizioni operative tipiche di un’infrastruttura di questo tipo.




